Pera Williams, la pera nella bottiglia

Pera Williams, la pera nella bottiglia

29.12.2020.


Storia, proprietà nutrizionali, coltivazione e uso in cucina

Il nostro viaggio alla scoperta delle diverse varietà di pere, oltre alla regina Angys, inizia da una qualità di pera proveniente dall’Inghilterra, come ci suggerisce inequivocabilmente il suo nome: Williams.

Origine della pera Williams

La pera Williams ha origini inglesi. Fu isolata per la prima volta nella seconda metà del ‘700 da un maestro di scuola elementare di nome Wheeler in un villaggio alla periferia di Londra, Aldermaston. Il nome Williams si deve a colui che presentò il frutto alla Royal Horticultural Society: Mr. Richard Williams, un vivaista di Turnham Green che si premurò di diffondere questa varietà in tutta l’Inghilterra.

Altri nomi della pera Williams

Oltre che con la storpiatura di “pera William” spesso utilizzata in Italia, questa qualità di pera è conosciuta nel mondo con altri nomi:
pera Bartlett o Red Bartlett, denominazione della pera Williams negli Stati Uniti e in Canada, derivante dal nome di colui che la introdusse per primo in America (Enoch Bartlett) e dal colore rosso che caratterizza la variante americana della Williams;
pera Aldermaston, dal nome appunto del villaggio inglese dove fu isolato il primo seme nel 1765;
pera Bon Chretien, secondo la tradizione francese che ne attribuisce la “paternità” a Francesco di Paola, un guaritore calabrese giunto alla corte di Luigi XI in Francia che offrì al re un seme di questa pera proveniente proprio dal suo paese d’origine; essa fu poi coltivata per volere del sovrano in ossequio all’uomo;
pera good Christian, che ovviamente è dovuto alla traduzione in inglese del nome “Bon Chretien”.

In ogni caso, sempre di pera Williams si tratta: il suo nome ufficiale completo è pera Williams’ Bon Chretien.

Pera Williams: colore, caratteristiche e calorie

La pera Williams ha la classica forma a fiaschetto, di pezzatura media. Il colore della buccia è verde tendente al giallo con la maturazione, ma esiste la variante di pera Williams rossa (coltivata tipicamente in Nord America), mentre con il nome di Williams bianca si fa riferimento al colore della polpa del frutto di colore verde-giallo. Anche le pere Williams europee possono presentare un arrossamento della buccia, ma esso è dovuto all’azione dei raggi solari nelle parti più esposte.

Il sapore della pera Williams è dolce e succoso e la sua consistenza è molto morbida. La Williams è una pera che contiene mediamente 40 calorie per 100 g di prodotto e fornisce un buon apporto nutrizionale in termini di vitamine A, B, C, D, K e J, sali minerali e fibre (scopri di più sull’importanza delle fibre della pera).

Quando matura la pera Williams

La coltivazione della pera Williams è praticata in tutto il mondo, tanto che si tratta della varietà di pera più diffusa in assoluto. Questo tipo di pianta da frutto possiede infatti una naturale predisposizione ad adattarsi a climi e terreni anche molto diversi, un’elevata resistenza a parassiti e malattie e una produttività molto regolare.

La maturazione della pera Williams avviene nel periodo centrale dell’anno e la raccolta inizia a partire dalla seconda decade di agosto: si tratta quindi di una tipica varietà estiva di pera.

Utilizzi della pera Williams: la pera per sciroppi e grappe

Oltre che gustata al naturale, la pera Williams è molto utilizzata in ambito industriale per ottenere succhi di pera e nel contesto domestico per preparare frutta sciroppata, macedonie, confetture di pera e dolci con le pere. Il suo impiego più famoso, grazie alla consistenza soda e succosa, è quello di ingrediente per la grappa alla pera, con la particolarità di essere spesso fisicamente presente all’interno della bottiglia del prodotto finito.

Ma come si fa a mettere la pera nella bottiglia della grappa? Il metodo artigianale prevede di inserire il frutto nella bottiglia legandola direttamente all’albero quando il pomo è appena spuntato sul ramo, lasciando così maturare la pera già all’interno del vetro. La procedura industriale invece risolve la questione in modo più sbrigativo infilando la pera dal fondo della bottiglia, che viene successivamente sigillato.

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